La specie

La specie è l’insieme degli individui con le stesse caratteristiche. Tutti gli individui che possono riprodursi tra loro dando una prole fertile appartengono alla stessa specie.

In natura non sempre si osservano individui identici che si riproducono tra loro senza ambiguità: i casi particolari non sono affatto rari. Esistono ad esempio molte specie politipiche, con individui molto diversi morfologicamente. In alcuni casi varia il disegno caratteristico e la colorazione del corpo, come nel caso della lucertola campestre e della lucertola muraiola. Al contrario possono esistere all’interno di una specie individui morfologicamente simili con una netta differenza genetica che emerge dopo analisi specifiche del DNA, come nel caso della salamandrina dagli occhiali. Le differenze tra individui possono essere infatti di tipo morfologico, genetico, fisiologico, etologico e molto altro.
A volte alcuni individui di una specie possono dare prole fertile con individui di un’altra, formando ibridi.
Come le altre categorie tassonomiche Astolinto considera la specie come una convenzione, come il prodotto di scelte umane. Concetto utilissimo per lo studio, l’osservazione e la comprensione degli esseri viventi ma privo di significato reale. “Tentativo di definire l’indefinibile” come sosteneva lo stesso Charles Darwin. In tutti i casi IPARUM sceglie la specie come unità di base: ogni scheda rivela le caratteristiche degli individui di una stessa specie.
Probabilmente un concetto più rigoroso di specie potrebbe nascere grazie alle nuove tecniche di analisi genetica. Bisognerebbe scegliere un “campione”, un individuo medio preso come esempio di una specie, come si fa per le unità di misura fisiche. Mappando il DNA del "campione" questo potrebbe essere usato come controllo. Un individuo che avesse una certa arbitraria percentuale di identità con il campione (ad esempio 99%) apparterrebbe alla stessa specie. In questo modo molti individui (si pensi, ad esempio, agli ibridi) risulterebbero fuori da qualunque classificazione e il discorso si complicherebbe ma i criteri sarebbero più rigorosi. Sarebbe d’aiuto, in questo caso, una nomenclatura tecnica, ispirata alla nomenclatura chimica IUPAC, da affiancare ad una nomenclatura tradizionale unificata. Tale nuova nomenclatura evidenzierebbe ibridazioni, sottospecie e varietà con prefissi e suffissi.

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