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InsettiDITTERI Culicidi

Zanzara tigre

Aedes albopictus

Zanzara comune

Descrizione La zanzara tigre è leggermente più piccola della zanzara domestica, la sua lunghezza è di circa 1 cm. Ha due ali lunghe e sottili. Due bilanceri le permettono di mantenere l'equilibrio in volo. E' di colore nero con strisce bianche sulle zampe.
L'apparato boccale della femmina è trasformato in un robusto pungiglione, adatto a penetrare la cute dei mammiferi.
Il maschio ha un apparato boccale gracile e appariscenti antenne piumose.
Le larve acquatiche hanno un sifone attraverso il quale respirano l'ossigeno dell'aria.
Alimentazione Le femmine si nutrono del sangue dei mammiferi. Pungono anche di giorno causando bolle pruriginose.
I maschi si nutrono del nettare dei fiori.
Le larve filtrano, attraverso setole boccali, la sostanza organica presente nelle raccolte d'acqua (alghe, batteri....).
Distribuzione Originaria del sud-est asiatico questa zanzara si è diffusa in Europa dove ha trovato un ambiente favorevole nelle città.
Habitat La zanzara tigre vive spesso in aree antropizzate. Preferisce le zone ombreggiate. Anche se le sue popolazioni raggiungono il picco nei periodi caldi, riescono a superare gli inverni rigidi grazie ad uova resistenti al freddo.
Le larve vivono anche in piccolissime raccolte d'acqua.
Riproduzione La zanzara femmina depone le uova presso acque stagnanti. Da esse nasce una larva apoda che subisce la metamorfosi in adulto in un tempo che dipende dalla temperatura. Se fa più caldo le larve impiegheranno meno tempo a divenire adulte e ci saranno popolazioni più abbondanti.

La zanzara tigre è molto aggressiva, punge anche di giorno, ma non è un'abile volatrice. Si mantiene infatti prevalentemente vicino ai luoghi di riproduzione e difficilmente raggiunge i piani alti degli edifici.

La zanzara tigre è giunta in Italia, dove ha trovato un ambiente favorevole alla sua diffusione, intorno al 1990. Anche se in molte parti del mondo questo dittero è veicolo di malattie, nel nostro Paese i rischi maggiori sono solo per le persone allergiche. La scarsità dei suoi predatori in città favorisce vere e proprie fioriture in alcuni periodi caldi dell'anno. In Italia infatti è difficile trovare gli adulti da novembre ad aprile. I gechi, le lucertole, gli uccelli insettivori e le rane non riescono a contenere il numero di individui di questa specie che non deve nemmeno avere un buon sapore. Al contrario il sangue umano, il cibo delle femmine adulte, è sempre a disposizione (lo sanno bene le nostre caviglie), come purtroppo l'ambiente preferito per lo sviluppo delle larve (le raccolte d'acqua, anche piccole, come sottovasi, tombini...). Si pensi ad un terrazzo che in agosto venga lasciato con l'annaffiatura automatica attiva....

   

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